L’identità di una destinazione.

L’identità della destinazione rappresenta il suo vantaggio competitivo. Ciò che differenzia un paese da un altro. Una regione dall’altra. Le tradizioni divengono una chiave strategica fondamentale per ogni territorio. Il folklore diventa linfa vitale.

Eppure noto che sempre più spesso ognuno di noi tende a dimenticare le proprie tradizioni. Noto un’eccessiva tendenza all’importazione delle tradizioni altrui, che non avrebbe conseguenze disastrose se la diretta conseguenza di questa importazione non fosse la distruzione delle proprie tradizioni.

Qui non possiamo additare nessuno. Non possiamo scaricare la colpa sull’inefficienza della pubblica amministrazione. Non possiamo piangere perché c’è la crisi economica mondiale. Non possiamo stringere le spalle e dire “beh, non possiamo mica fare qualcosa”.

In questo caso la colpa è nostra. Solo ed esclusivamente nostra.

Noi che lavoriamo nel turismo pensiamo (quasi)sempre all’aspetto economico. Aumento dei flussi, delle presenze, della spesa sul territorio.

Parliamo di marketing territoriale ma dimentichiamo il vero territorio. Finiamo per promuovere ciò che già gli altri conoscono. Ci ritroviamo a fomentare l’immagine stereotipata del territorio in cui viviamo.

Se il territorio perde la sua autenticità la colpa è nostra.

Qualche giorno fa mi è capitato di ricordare a me stesso un’antica tradizione siciliana dedicata alla festa dei defunti. Una tradizione che se non valorizzata rischia di finire nel dimenticatoio. L’ho ricordata grazie ad un’amica, laureata in beni demoetnoantropologici, che ha deciso di mettere “al servizio della comunità” parte della sua conoscenza, regalandomi un piccolo articolo con curiosi dettagli della nostra tradizione.

La colpa cade su chi si occupa di turismo, ma anche su chi vi gravita intorno.

Se noi ci focalizziamo troppo sull’aspetto economico, sarebbe utile ricevere una formativa “tirata d’orecchie” da chi, invece, ha un’impronta totalmente umanistica. Il turismo abbraccia infinite branche del sapere.

Dovremmo cominciare a capire che sono tante le professionalità che possono gravitare intorno alla promozione di una destinazione ed alla costruzione (o ri-costruzione) della sua identità. Gli umanisti diventano, quindi, figure chiave.

Umanisti, svegliatevi.

Venite ed aiutateci.

Se il nostro territorio perde lentamente la sua identità, la colpa è anche vostra.


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